|
Sull'essere retro negli zeri
Mark Amerika con
Abe Golam
pdf (16 Kb)
"E ancora, e ancora... negare il divenire del tempo, negare
il sé, negare l'universo astronomico, sono disperazioni
evidenti e consolazioni segrete. Il nostro destino non è
orribile perché è irreale; è orribile perché
è irreversibile e corazzato. Il tempo è la sostanza
di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi porta via,
ma io sono il fiume; è una tigre che mi distrugge, ma io
sono la tigre; è un fuoco che mi consuma, ma io sono il
fuoco."
Jorge Luis Borges, da "Un nuova confutazione
del Tempo"
Mark Amerika: Ho appena letto che le riviste Feed
e Suck hanno chiuso. È molto triste. Mi piacevano,
specialmente dal 1996 al 99. Quale sarà la prossima? Salon?
Abe Golam: Saremmo davvero fortunati.
MA: Non Rhizome?
AG: Diavolo no! E neanche Alt-X, giusto?
MA: Giusto. Infatti ci sono un sacco di cose che stanno
per accadere nel futuro immediato di Alt-X, appuntate alla
nostra missione, alla nostra visione editoriale della net art
che incontra la letteratura e l'arte concettuale. Stiamo pubblicando
una varietà di free ebooks di "conceptual net art"
e di net.fiction. Fa parte della nostra strategia aiutare a ripulire
l'aria. La rete è stata molto inquinata ma adesso sembra
che lo sia meno da quando le dot.caps sono svanite in una
nebbia di "vorrei", "potrei", "dovrei".
Fondamentalmente noi abbiamo avuto un atteggiamento di attesa
e osservazione.
AG: Com'è questo "atteggiamento di attesa
e osservazione"?
MA: Buona domanda! Abbiamo aspettato che la dot.bomb
si sgonfiasse fino a che tutta l'aria fosse uscita fuori dalla
bolla, come avevamo previsto che sarebbe successo. Ora che vediamo
avverarsi le nostre predizioni stiamo analizzando simultaneamente
che cosa è andato storto, come tutto ciò si colleghi
alla net art economy e perché adesso sembri un buon momento
non solo per lanciare una serie di nuovi progetti su Alt-X,
ma anche per rivalutare il valore dei maggiori lavori di Internet
art.
AG: Dunque?
MA: Dunque, fondamentalmente abbiamo tranquillamente messo
a punto i nostri prossimi progetti: la nuova serie di titoli per
ebook/Palm, una serie di "print on demand", un'etichetta
per mp3, un nuovo design e un'interfaccia basata su database,
un sito web sulla "Storia dell'Internet Art" realizzato
da studenti universitari a cui partecipano net artisti , che sarà
una risorsa free per quelli che sono interessati a ciò
che è stata net.art.
AG: "È stata"?
MA: Usiamo "è stata" *per adesso*. Forse
possiamo tornare a "è" tra breve, dopo il crash
di ieri (per citare i Dadaisti berlinesi).
AG: OK. Spero che dipenda da che cosa significa "è".
Ma lo chiederò di nuovo: che cosa è successo?
MA: Cosa?
AG: La net.art.
MA: Ah, sì! Quella! È ciò che siamo
investigando. Concretamente ciò che stiamo scoprendo è
che siamo arrivati a un punto nella storia della pratica dell'Internet
art in cui la ricerca del suo passato immediato rivela meravigliose
ironie.
AG: Per esempio?
MA: Sarebbero troppe da elencare ora, ma pensa a quanti
tra gli artisti più noti sono stati bravi a usare la rete
per attirare l'attenzione sui loro progetti, per mostrare e nello
stesso tempo pubblicizzare se stessi. Sono stati così bravi
in questo che oggi, a pochi anni di distanza dal lancio delle
loro "iniziali offerte pubbliche", vediamo i maggiori
lavori di net art mostrati in alcuni delle più grosse mostre
organizzate da istituzioni ufficiali come il Whitney, SFMOMA,
la Tate, ecc. Fanno quasi sembrare la video arte anacronistica
come la pittura.
Ma una delle ironie che sono scaturite è che, per la maggior
parte, il valore di questi lavori è stato sottostimato
dagli stessi artisti, e questo è un problema.
AG: Deve avere qualcosa a che fare con la scena delle
gallerie, col non essere capaci di vendere i siti web alle gallerie
e quindi, dopo mesi, vedere gli stessi siti web rivenduti a un
valore molto più alto.
MA: Sì, in parte. La vendetta del mercato tradizionale
dell'arte. Le gallerie non servono davvero a nulla per la net
art. ANCORA. Ma alcuni di questi lavori sono già parte
importante della storia dell'arte (non solo della storia della
net art), e il fatto che ciò abbia bypassato la scena delle
gallerie è un'indicazione di come la net art sia diversa
dalle altre arti mediali.
AG: Ma ci sono artisti che stanno iniziando a piegarsi
a quelle che sentono come "pressioni del mercato" e
che usano la loro net art come una sorta di strumento di marketing,
un modo per accrescere la loro visibilità così che
poi possono provare a rivendere oggetti reali che sono in qualche
modo connessi alla loro pratica net artistica! È un camminare
all'indietro, o cosa?
MA: Ah, sì, la stampa digitale di un certificato
o di un'azione di una finta net.art company, un piccolo schizzo
che mostra il "processo mentale" dell'artista mentre
progetta cognitivamente il sito, una miniscultura del codice html
incastonato nel cemento per 500 dollari. Dannazione, presto avremo
dipinti espressionistici astratti di video arte che cercano di
"rappresentare" fedelmente la realtà della rete!
Come i VERI artisti! Tutto sarà di nuovo VERO!
AG: E commodificabile. È una parola "commodificabile"?
MA: Probabilmente. Voglio dire che se la dici allora è
una parola. Non fidarti del tuo correttore ortografico Microsoft.
AG: Così questi oggetti reali restituiranno l'aura
ai prodotti artistici, no? È un modo di ricollocare la
sempre elusiva "aura perduta" di cui Benjamin scriveva,
giusto? Il mondo sarà di nuovo sicuro per l'arte!
MA: Ascolta, il mondo è sempre sicuro per l'arte.
Quello è ciò che avviene col passare del tempo.
La net art è ora parte della storia dell'arte. Ciò
è successo senza che i suoi primi praticanti abbiano dovuto
neanche combattere. E ancora è qualcosa con cui dobbiamo
confrontarci. Io mi ci sto confrontando.
AG: Davvero? E come?
MA: Prima di tutto faccio quello che ho sempre fatto con
la mia pratica di vita: sto narrativizzandola. Ricorderai che
con Grammatron ho narrativizzato un futuro prossimo, la
net art culture che sfidava i paradigmi espositivi e divulgativi
istituzionali com'erano nel 1993.
AG: E non dimenticare la love story - c'era anche una
love story - piena di sesso bollente!
MA: Sì, sono sicuro che A TE è piaciuta
molto quella parte. Ma poi tu eri il protagonista che ha beneficiato
di tutto questo. C'era però di più di quello che
di questo. E non dimenticare che in Holo-X abbiamo esplorato
l'immersione 3-D, il voyeurismo con le webcam e gli eros.bots
interattivi, narrativizzando la mentalità del come-on
che aveva colpito la cybercultura consumer con una vendetta.
AG: Vuoi dire con la dot.bomb economy.
MA: Sì, i dot.caps come preferisco chiamarli io.
Ma è tutto finito adesso. E in Phon:E:Me, in particolare
nelle hyper:liner:notes, i net artisti immaginati investigano
seriamente la fretta imprenditoriale che hanno così avidamente
acquistato e la esaminano in profondità.
AG: E che cosa trovano?
MA: Che il loro lavoro come pionieri nel mondo della net
art è effettivamente interamente valutabile. Che possono
regalare questo lavoro e accrescerne il valore. Di fatto, più
il loro nome e il loro lavoro artistico sono visibili, più
sono le mostre internazionali a cui partecipano, più media
generano, più sembrano antichi i loro siti, più
aura iniziano ad acquisire. E tu sai che cosa significa?
AG: Che cosa?
MA: Aura = collezionabile. E per progetti di net art a
larga scala di grande peso intellettuale e popolarità mondiale
questo significa grandi numeri.
AG: OK! Li comprerò (figurativamente cioè
- sono sicuro che non posso permettermeli). Come narrativizzerai
questa nuova fase di sviluppo della storia della net art, questo
scrupoloso guardare indietro e rivalutarsi?
MA: Beh, che c'è di meglio che narrativizzare gli
albori della net art con una grande retrospettiva? E quale miglior
posto di Tokyo dove i tecnosogni abbondano ancora, anche se la
loro economia continua a sputacchiare e non è stata mai
veramente coinvolta nella pirotecnica della dot.bomb economy.
AG: Una retrospettiva sull'Internet art?
MA: Sì. È il momento giusto.
[La retrospettiva sull'Internet art di Mark Amerika, "Avant-Pop.
The Stories of Mark Amerika", ha aperto all'Agency for Cultural
Affairs' Media Arts Plaza a Tokyo il 1 Luglio 2001. La mostra
prosegue fino al 30 Settembre 2001.
Abe Golam è il leggendario info-sciamano protagonista
della net love story Grammatron.]
http://plaza.bunka.go.jp/amerika.html
http://www.altx.com/ebooks
http://www.grammatron.com
http://phoneme.walkerart.org
|